Gastronomia

Gastronomia

La cucina fresana tradizionale è semplice ma molto varia perché ha utilizzato ed usa prodotti di stagione facilmente reperibili.Ad esempio le verdure selvatiche miste, i germogli degli equiseti impanati e fritti, le olive verdi curate e consumate la sera come companatico.
Gli affettati sono quelli caserecci come formaggio di capra o di vacca, ventricina che qui chiamiamo viscìca, salsicciotti, salsicce di carne o di fegato, soppressata fatta con pezzi di filetto del maiale. Salumi preparati con carne scelta e conditi con solo sale, semi di finocchio vivo, peperone rosso in polvere e adeguatamente stagionati.
I primi piatti sono quasi sempre rappresentati dalla pasta fatta in casa con le uova o senza: chitarra, lasagnette, tacconelle, cavatelli, tagliarelli, cifilloni, i francobolli con patate, o con ceci o con fagioli o con piselli o con funghi, polenta con farina di grano o di granturco con salsicce o con ventresca , patate o melanzane ripiene. Alle volte c'era un monopiatto come può essere la pizza di farina di granturco con le rape nere e con pezzettini di ventresca e pezzi di peperone rosso, il lesso di grano brillato,il pancotto, lo spezzatino con carne patate e piselli, la minestra di fave o fagioli secchi o verdi, la zucchina con patate e bieta, la frittata con gli asparagi o peperoni e tante altre nate dalla fantasia delle nostre donne.
I secondi piatti (nel passato solo nei giorni di festa oggi quando se ne ha voglia) sono costituiti dal pollo ruspante o coniglio o piccione o anatra ripieni cotti in ragù o al forno, dall'arrosto di maiale o di agnello o di capretto, dalle pallocche cacioeovo con mandorle e dalla rinomata porchetta al forno che qui da noi è una vera specialità tanto da essere appetita e richiesta in tutti i paesi vicini. Si tratta di porcellini di circa 20/30 chili preparate con scrupolosa cura secondo una antica ricetta e cotta al forno.
Insomma nulla di commestibile andava buttato via e,spesso, da poveri ingredienti si ottenevano sfizierìe e una di queste era la triccitelle. Diciamo era perché un tempo largamente diffuso nelle abitazioni di campagna mentre oggi con le mutate condizioni di vita non lo è più viene scansato per non prendersi troppo impiccio preferendo la reclamizzata trippa in scatola o i wurstel.
Dunque la ricetta della triccitella. Occorrente: le tenere budelline dell'agnello da latte, spaccate, ben mondate e lavate col sale in acqua corrente, lardo, prezzemolo, alcuni steli secchi di origano con infiorescenza, il velo o diaframma intestinale dell'agnello o capretto, aglio, peperone rosso in polvere, sale bastevole.
Preparazione:
avvolgere e intrecciare le sezioni di budella ben scolate attorno agli steli alternando gli strati con il lardo, prezzemolo, aglio e sale adacciati insieme e con il velo in modo da formare come una spoletta, indi legare con il filo refe per tenere unito il tutto. Mettere a cuocere alla gratella sulla brace e far rosolare. Consumare caldo come una pannocchia di granturco.
Altro piatto gustoso preparato con ingredienti, diciamo così, di risulta era (ma in qualche caso lo è ancora) lu sanghitille. Occorrente: il sangue raccolto dallo scannamento dell'agnello o del capretto, agli interi, peperoni rossi coi semi, sale e, se si vuole, pezzetti di budelline ben mondate e pulite.
Il sangue viene subito messo a bollire in una pentola. Dopo il raffreddamento, la massa va tagliata a pezzetti e ripassato sul fuoco in una fessora unendovi gli altri ingredienti.

Il vanto di Fresa sono i dolci ciascun tipo dei quali adatto alla propria occasione e alla sua stagione. Ad esempio i taralli si fanno nel mese di maggio in occasione del pellegrinaggio, le scrippelle e i calcionetti e le zeppole si preparano a Natale, la cicerchiata a Carnevale, la pupa, il cavallo, il cuore e il fiadone a Pasqua.
Ma il re dei dolci fresani, conosciuto e apprezzato a Fresa e dintorni, è il ciallarichieno un dolce che soltanto da noi riesce così bene. E' un dolce che si addice ad ogni occasione quali nozze, battesimi, cresime, onomastici e simili.
Il tempo di preparazione prevede due fasi: la prima per il ripieno e la seconda per la sfoglia che fa da involucro. La ricetta per circa 30 pezzi da 150/200 grammi:
a) Ripieno, occorrente:
¼ di litro di mostocotto,250 grammi di marmellata possibilmente di ciliegie nere, 100 grammi di noci tostate e tritate (non macinate), 100 grammi di mandorle tostate e tritate, una bustina di vanillina, una scorza d'arancia macinata, 50 grammi di pane tostato grattugiato, un po' di cannella tritata.
Versare il mostocotto in una pentola e portarlo a ebollizione; rimestando continuamente unire uno dopo l'altro la marmellata, il pane, la vanillina, la scorza, la cannella e, quindi, le mandorle e le noci facendo in modo che l'impasto sia ben amalgamato e di una certa densità. Se risultasse troppo denso dare una spruzzatina di caffè o di marsala. Togliere dal fuoco e far raffreddare.
b) sfoglia esterna, occorrente:
2 uova, 150 grammi di zucchero,1/2 litro di vino bianco, ½ litro di olio extravergine delle olive di Fresa, farina del tipo 00 quanto basta.
Impastare e ben amalgamare indi tirare a sfoglia sottile.Con l'apposito tagliapasta ritagliare dei rettangolini di circa cm.10 x 25 dalla sfoglia. Su ogni rettangolino, con un cucchiaio di legno, versare il ripieno bastevole e richiudere a saccottino. Unire le due estremità in modo che si ottenga una forma circolare. Inumidire la parte superiore e cospargere di zucchero. Indi porre i saccottini nelle apposite scatole di latta e infornare a 180°. Tempo di cottura circa 30 minuti.
Consumare dopo il raffreddamento.


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